Cesare Castiglioni per primo intuì la necessità di costituire gruppi di soccorritori per i militari feriti in battaglia.
Attraverso l’”Associazione Medica Italiana” egli sottolineò sia il bisogno di un allargamento della sfera di competenza della medicina, che l’utilità di avere personale civile appositamente addestrato per la cura dei militari feriti.
L’Associazione alla quale Castiglioni diede vita, rappresentò il riflesso italiano di quelle idee che andavano diffondendosi a livello internazionale, sull’onda del successo della pubblicazione dei ricordi di quanto visto da Henry Dunant nel 1859, durante la battaglia di Solferino.
Il 29 febbraio 1864 l’assemblea della sezione milanese dell’ Associazione Medica Italiana approvò all’unanimità la proposta del Presidente Cesare Castiglioni: aderire al Comitato internazionale per il soccorso ai militari feriti in tempo di guerra appena costituito a Ginevra ponendo le basi per quella che sarebbe diventata la Croce Rossa Italiana.
Dopo i contatti con il Comitato internazionale il 31 maggio 1864 fu approvato e promulgato il primo regolamento che sanciva la costituzione ufficiale, quindici giorni dopo (proprio il 15 giugno ancor oggi festa della Croce Rossa Italiana), dell’Associazione italiana di soccorso ai militari feriti e malati in tempo di guerra.
Il 22 agosto 1864 viene sottoscritta a Ginevra la “Prima Convenzione di Ginevra” per il miglioramento della sorte dei feriti in battaglia cui aderisce fin da subito anche l’Italia.
Nel dicembre dello stesso anno si tiene a Milano un congresso in cui i viene approvato il regolamento del Comitato di Milano come Comitato Centrale per il Coordinamento delle attività dei costituendi nuovi Comitati.
Il conflitto tra Italia ed Austria del 1866 fu il primo test sul campo per i volontari della nuova Associazione; decine di medici, chirurghi, infermieri, donne e volontari si attivarono raccogliendo materiale sanitario e generi di conforto per i militari feriti, predisponendo ambulanze e ospedali da campo.
A patire dal 1870 la nova associazione assunse gradualmente la denominazione di Croce Rossa Italiana, seguendo l’esempio del comitato internazionale di soccorso ai feriti divenuto Comitato Internazionale di Croce Rossa; il simbolo della croce rossa su fondo bianco (la bandiera Svizzera con i colori invertiti) fu scelto dai firmatari della Convenzione di Ginevra in omaggio alla Svizzera per aver ospitato la stipula della Convenzione nel 1864.
Nel 1872 l’adunanza dei soci deliberò il trasferimento del ruolo di Comitato Centrale al Comitato di Roma, da poco nuova capitale del Regno.
Fin da subito l’azione della Croce Rossa milanese fu indirizzata verso la formazione del personale infermieristico e l’assistenza sanitaria.
Grazie al contributo economico di numerosi benefattori, e l’impegno diretto di molti soci quali Sita Meyer Camperio e Rosa Curioni De Marchi, il 4 dicembre 1908, la Croce Rossa milanese inaugurò la prima Scuola per infermiere volontarie in Italia. In seguito, grazie alla famiglia De Marchi e a un comitato promotore al quale aderì anche Guglielmo Marconi, nel 1910 fu acquistato lo stabile di via Sassi 4, dove il 16 giugno 1912 venne inaugurato l’Ospedale Principessa Jolanda, rimasto in attività fino al 1982.
Nel 1956, con l’inaugurazione della sede di via Pucci, i volontari della Croce Rossa milanese trovano la loro collocazione attuale.
Alle attività si aggiungono l’apertura di ambulatori medico-chirurgici, il servizio trasporti infermi con lo storico numero telefonico 3883 - antesignano del 118 - e numerose attività socio-assistenziali rivolte ai più deboli.
Queste due aree di vulnerabilità, sanitaria ed economica, rappresentano ancor oggi il fulcro della nostra attività svolta nel rispetto dei sette principi che costituiscono il fondamento etico del nostro Movimento: Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontariato, Unità e Universalità.
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