NUMERO CENTRALINO
02.3883
CRI Comitato Provinciale di Milano

Pubblicato il 24 - Apr - 2016

 

La chiameremo Giuseppina, è bruna, piccola di statura ed è arrivata da un paesino del sud Italia con la sua famiglia per essere curata, è andata ad abitare abusivamente in una casa popolare vicino a Ponte Lambro. Periferia di Milano, fra i casolari, la nebbia e le lunghe strade di scorrimento dove si respira aria bagnata e solitudine. Lungo i viali, ci sono palazzoni tirati su con poco ingegno estetico e tante finestre che sembrano occhi spalancati sulla miseria e la fragilità umana.

Giuseppina è arrivata in un giorno qualunque d’inverno con due figli piccoli ed un marito per essere curata e seguita da un Istituto Neurologico di Milano perché alcuni anni fa ha subito un intervento chirurgico difficile: l’asportazione di un tumore al cervelletto. L’intervento è riuscito e sebbene le abbia salvato la vita, le ha lasciato alcune difficoltà: problemi nell’equilibrio, nelle parole e nell’udito.

 

A volte la vita è disumana e si inciampa su tragici trabocchetti fatti dal destino, suo marito è un muratore che attualmente ha perso il lavoro. “Ho mandato in giro tanti curriculum! Niente!”, racconta l’uomo. “Non riesco a sentirmi parte di questa società, mi sento invisibile!”.

Il nucleo familiare è seguito da due educatrici nella gestione dei bambini piccoli e, con l’aiuto del Progetto Solidarietà SOS della Croce Rossa Italiana, Giuseppina potrà comprarsi le protesi acustiche a lei necessarie, per accudire i figli e vivere una vita migliore.

Non solo: la famiglia avrà anche un supporto economico per fronteggiare le utenze, la refezione scolastica e le spese indispensabili alla sopravvivenza.

 

Giuseppina è una della tante storie del Progetto Solidarietà SOS, la forza di Milano è anche qui, fra i cieli bianchi come il latte e sul basso delle case, una forza che si insinua silenziosa fra le mani e gli sguardi di un esercito di volontari pronti a soccorrere le persone, le famiglie in difficoltà e in stato di indigenza.

È vita che soffre, vita che resiste perché lotta contro le sue insidie, fra queste strade grigie così silenziose dove la terra non può parlare.

Poi, ci sono gli alberi che abbracciano l’ultima parte di una periferia che corre verso il fiume Lambro, nel mezzo c’è il parco Lambro per chi vuole dividere il dolore da un premio, una sconfitta da una piccola vittoria.     (Barbara di Castri)