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È un progetto dedicato a famiglie in difficoltà con bambini da uno a tre anni, un centro di sostegno che dà un contributo importante alla realtà multiculturale milanese.
Nato nel 2004 in via Mac Mahon, l’Abbraccio offre accoglienza a bimbi stranieri che vivono situazioni complicate o persino a rischio. Ne ospita al massimo diciotto, ma in un anno se ne avvicendano almeno quaranta, ed è totalmente gratuito perché finanziato dal Comitato Femminile della Croce Rossa di Milano.
Le nazionalità di provenienza sono varie: Ecuador, Perù, Salvador, Haiti, Ghana, Ruanda, Filippine, Sri Lanka…
un ambiente multietnico, quindi, in cui si entra dopo l’attenta selezione di un’assistente sociale incaricata, che valuta caso per caso attraverso una serie di colloqui conoscitivi.
Lo scopo è raccogliere informazioni sulla complessità del nucleo familiare per accogliere i bambini con effettive e maggiori necessità.
Il soggiorno comincia con un periodo di inserimento, in cui i piccoli frequentano il centro insieme alla mamma, per favorire un distacco sereno e una futura permanenza proficua.
In seguito restano dalle 8.30 alle 16.30, seguiti da due educatrici e da volontarie del Comitato Femminile della Croce Rossa di Milano.
Sono quindi assistiti in ogni attività - disegno, canto, danza e giochi liberi - ma anche durante il riposo e i pasti, preparati in base alle indicazioni del pediatra.
Pur avendo un forte obiettivo educativo, puericultrici e volontarie non si sostituiscono alla figura genitoriale.
Piuttosto tendono a responsabilizzarla, se carente, attraverso colloqui quotidiani e contatti frequenti, utili a monitorare le esigenze del bimbo.
Ogni giorno, al centro, si fronteggiano difficoltà e problemi.
Ma, nonostante la complessità delle situazioni, l’Abbraccio è un luogo sereno, un posto che muove un sorriso.
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