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Protezione dei civili
Il pensiero di Von Clausewitz, secondo il quale: "qualsiasi
regola si può derogare, se il fine è sconfiggere il nemico", ha
trovato la piena attuazione fino al Secondo Conflitto Mondiale.
Proprio nell'ultimo conflitto il rapporto fra le vittime civili
e militari è salito alla parità: per ogni soldato deceduto, vi è
un civile morto; e nelle guerre successive, questa relazione si
è sempre più sbilanciata, arrivando a 5 civili ogni militare,
nella Guerra di Corea, e 20 civili ogni militare, nella guerra
del Vietnam. Il problema di come proteggere i civili ha, quindi,
assunto sempre un valore maggiore, infatti secondo la normativa
(CG IV del 1949 e Protocolli Addizionali del 1977) le parti in
conflitto:
- devono impegnarsi a portare avanti accordi per lo sgombero
della popolazione civile dalle aree assediate
- hanno la facoltà di creare zone neutralizzate (ove non è
possibile lo schieramento e l'uso di mezzi bellici), zone
smilitarizzate ed aree sanitarie
- devono rispettare gli ospedali, lasciare libero passaggio ai
viveri, al materiale sanitario ed al vestiario destinato alla
popolazione civile
- devono favorire la riunificazione dei nuclei famigliari, in
seguito allo sfollamento, anche chiedendo ausilio all'Agenzia
Centrale per le Ricerche del CICR
- devono tutelare i minori e gli orfani nonché la loro identità
culturale
Una tutela particolare è stata disposta verso le fasce
cosiddette "deboli" (anziani, invalidi, donne incinte, madri di
minori di anni 7, fanciulli minori di anni 15), verso i
rifugiati, gli apolidi e gli stranieri residenti sul territorio
di una Parte in conflitto e, infine, verso il personale
sanitario e religioso, le unità di protezione civile ed i
giornalisti.

Diritti e Doveri del Personale sanitario *
1) Definizione
Prima di analizzare i diritti e doveri del personale sanitario,
è utile conoscerne la definizione ritenuta dalle Convenzioni di
Ginevra. Tale definizione si trova nel Protocollo I, 1977, art.
8 : "... con l'espressione "personale sanitario" si intendono le
persone esclusivamente assegnate da una Parte in conflitto sia
ai fini sanitari (quali la ricerca, la raccolta, il trasporto,
la diagnosi o il trattamento dei feriti, malati, naufraghi,
nonchè la prevenzione delle malattie), sia all'amministrazione
di unità sanitarie, sia ancora al funzionamento o
all'amministrazione di mezzi di trasporto sanitario. Tali
assegnazioni possono essere permanenti o temporanee."
Vediamo ora di specificare alcune espressioni di questa
definizione:
a) unità sanitarie : sono gli stabilimenti e altre formazioni
militari o civili organizzati per fini sanitari, centri di
trasfusione, di medicina preventiva, di approvvigionamento
sanitario, magazzini di materiale sanitario e prodotti
farmaceutici. Possono essere fissi o mobili.
b) trasporto sanitario : qualsiasi mezzo di trasporto, militare
o civile, destinato esclusivamente al trasporto sanitario.

Le unità sanitarie, i mezzi di trasporto sanitario e il
personale sanitario possono essere :
Permanenti cioè assegnati esclusivamente a compiti sanitari per
un periodo indeterminato;
Temporanei cioè per periodi limitati e per tutta la durata di
detti periodi.
2) I Doveri del Personale Sanitario
Per ogni violazione di questi doveri, il personale sanitario
sarà punito. Ma il Diritto Internazionale Umanitario tratta in
modo sommario il problema delle infrazioni; alle sue norme è
quindi indispensabile che le sue norme siano integrate da norme
di Diritto Interno.
A) Principio di UMANITA' nel trattamento di feriti, malati,
naufraghi esposti alle conseguenze del conflitto armato. La
protezione del personale sanitario non è un privilegio personale
ma deve garantire il rispetto e la protezione delle vittime dei
conflitti armati, è uno strumento che aumenta la prontezza e
l'efficacia degli interventi.
B) ASTENSIONE da qualsiasi atto di ostilità pena la perdita
dello stato di neutralità.
C) ARMI LEGGERE per la propria protezione e quella di feriti e
malati. Essendo questo un punto molto delicato in quanto
potrebbe esporre tutto il personale, i mezzi, le attrezzature,
nonchè feriti e malati, l'uso di queste armi deve essere messo
in atto nei casi in cui l'eccezionalità e la gravità della
situazione lo richiedono.
E' quindi molto importante l'immediata identificazione del
personale sanitario, delle unità e dei mezzi di soccorso.
L'identificazione può avvenire con :
-) bracciale di neutralità
-) carta di identità
-) altri segni di protezione e di identificazione.
Si ribadisce l'uso corretto di questi strumenti protettivi.
D) AGIRE SECONDO DEONTOLOGIA MEDICA, cioè agire rispettando le
norme e i principi che si seguirebbero in tempo di pace.
Il concetto di protezione di feriti, malati e naufraghi deve
essere inteso non solo come trattamenti umani e imparziali ma
anche competenti.
E) DIFFUSIONE DI NOTIZIE: il personale sanitario diffonderà
notizie e informazioni sullo stato di salute dei feriti, malati
e naufraghi, facilitando così lo scambio di notizie con i
familiari e collaborando con l'Agenzia Centrale delle Ricerche.
F) NON ABBANDONO : infine il personale sanitario ha il dovere
morale di non abbandonare al nemico i feriti e i malati; se
dovesse essere costretto a tale atto, occorre lasciare sul posto
parte del personale sanitario per continuare l'attività
sanitaria.
3) I Diritti del personale sanitario
A) RISPETTO E PROTEZIONE : il personale sanitario deve essere
rispettato e protetto ossia deve, da un lato essere risparmiato
e diffeso dalla violenza bellica, dall'altro aiutato a svolgere
la missione che gli è stata affidata. I suoi diritti sono perciò
inalienabili ossia il personale sanitario non può, in nessun
caso, rinunciare in tutto o in parte ai diritti che il D.I.U.
gli attribuisce.
E' vietata qualsiasi forma di rappresaglia contro persone o beni
protetti.
B) LA CATTURA
esente da cattura:
- personale sanitario di uno stato non parte in conflitto o di
una società di soccorso di detto stato messa a disposizione;
- il personale sanitario che opera sotto la responsabilità del
C.I.C.R.;
- il personale sanitario delle navi ospedale e delle
imbarcazioni costiere di salvataggio.
esente da cattura ma può essere trattenuto
- il personale sanitario militare permanente;
- il personale sanitario delle società nazionali di soccorso di
una parte in conflitto addette al servizio sanitario delle
FF.AA. di detta parte;
- il personale sanitario civile di una parte in conflitto.
non esente da cattura
- il personale sanitario militare temporaneo che acquista però
lo status di prigioniero di guerra e resta tale fino alla fine
delle ostilità.
Rifugiati, IDP, migranti per motivi economici…
Rifugiati: coloro che per un fondato timore di persecuzione a
motivo della razza, religione, opinione politica, nazionalità…
lascia la sua Nazione e la sua richiesta di asilo è stata
accettata da un altro Stato.
IDP (Internally Displaced Person - Sfollato): chi lascia la
propria città o abitazione a causa di eventi bellici o
calamitosi, restando, però, all'interno dei confini del suo
Stato.
Profugo: termine giuridico improprio, ormai utilizzato in modo
consuetudinario, identifica i titolari di permesso di soggiorno
per protezione temporanea o per protezione umanitaria.
Migrante economico: chi lascia volontariamente il proprio Paese
per cercare migliori condizioni economiche in un altro Stato
Clandestino: un migrante irregolare, che entra, in modo illegale
e senza documenti validi di viaggio, in un altro Paese.
Apolide: chi non è considerabile cittadino di alcuno Stato
Zone sanitarie di sicurezza
Sono definite "zone sanitarie di sicurezza" delle aree
concordate fra le parti, delimitate e contrassegnate, in cui
sono disposte strutture sanitarie e di raccolta. Non possono
essere dislocati, in queste aree, mezzi bellici, installazioni
militari o a scopo bellico, né prigionieri di guerra, inoltre
non è possibile utilizzare queste aree per proteggere o impedire
l'accesso ad obiettivi militari
Zone smilitarizzate (DMZ - DeMilitarized Zone)
Aree concordate fra le parti in cui non sia possibile esercitare
la violenza bellica o disporre mezzi e materiali, le
installazioni militari presenti non devono essere impiegate
direttamente nelle ostilità.
Zone neutralizzate
Si considerano zone neutralizzate delle aree ben definite in cui
non sia possibile esercitare la violenza bellica o disporre
alcun tipo di obiettivo militare; non è possibile utilizzare
queste aree per proteggere o impedire l'accesso ad obiettivi
militari
Beni Culturali
Definizione di bene culturale (ex art. 1 della Convenzione dell'Aja
del 1954):
1. i beni immobili o mobili di grande importanza per il
patrimonio culturale dei popoli, quali i monumenti
architettonici, religiosi, laici, artistici e storici, i luoghi
archeologici, i manoscritti, i libri ed altri oggetti di
interesse artistico, storico o archeologico, le collezioni di
libri ed opere scientifiche, archivi o riproduzioni di tali
beni.
2. gli edifici destinati principalmente e realmente a conservare
i beni culturali mobili, quali i musei, le biblioteche, i
depositi di archivi ed i rifugi destinati a ricavare i beni
definiti al primo comma.
3. i luoghi in cui s'accentri una quantità importante di beni
culturali, detti "centri monumentali"
I beni culturali, nell'antichità, furono sempre considerati
obiettivi militari primari, essenzialmente per una motivazione
religiosa - si pensava che vi fosse una diretta correlazione con
le divinità - e per un motivo psicologico, difatti distruggendo
i monumenti, le biblioteche, le regge, i palazzi ed i templi, si
cercava di minare l'identità culturale dell'avversario, incitare
rivolte e ribellione contro i vertici.
Nella Convenzione dell'Aja del 1954 è dichiarato che i beni
culturali non sono patrimonio dello Stato che li possiede, ma
patrimonio dell'umanità intera, per questo motivo è imposta la
salvaguardia in tempo di pace ed il rispetto durante i conflitti
armati, salvo che non vi siano motivazioni di necessità militare
imperiosa ed inderogabile; la protezione cessa solo nel momento
in cui un bene culturale diviene obiettivo militare (es. il
Quartier Generale è stato allestito in un castello) e non esiste
alcun altro metodo per ottenere un vantaggio militare
equivalente.
La CA del 1954 si applica, quindi, a tutte le tipologie di
intervento armato, comprese le MOOTWs (Military Operations Other
Than War).
La Convenzione definisce 2 tipologie di protezione:
protezione generale: tutti i beni culturali riconoscibili, anche
se privi del simbolo di protezione
protezione speciale: il bene è protetto dalle leggi nazionali ed
esiste una dichiarazione dello Stato che prevede il non utilizzo
dell'opera protetta per scopi militari; può essere sottoposto a
protezione speciale un numero limitato di centri monumentali, di
beni immobili di elevata importanza di convogli per il trasporto
dei beni culturali mobili e di shelter per gli stessi (librerie
e pinacoteche protette…). I beni soggetti a protezione speciale
devono trovarsi a distanza adeguata da strutture che sono o
possono diventare obiettivi militari.
I convogli sono soggetti a sorveglianza internazionale ed i beni
che trasportano sono immuni da sequestro, cattura o
rappresaglia. La perquisizione dei convogli da parte delle unità
militari è concessa.
Rientra nella protezione il personale addetto alla
conservazione, a cui sarà dato anche un Documento d'Identità
specifico. Queste persone dovranno mantenere l'incarico anche se
caduti in potere della Parte avversa.
* testo a cura del Comitato Centrale CRI
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