NUMERO CENTRALINO
02.3883
CRI Comitato Provinciale di Milano

Pubblicato il 3 - Giu - 2015

Occhi azzurri e passo deciso; un sorriso un po’ imbarazzato inizialmente, che però si scioglie subito in un fiume di ricordi e racconti alla prima domanda: “Massimo, sei in servizio in Croce Rossa da più di 15 anni … perché hai scelto Cri?”.

“Ho sentito una fortissima motivazione a imparare come prestare primo soccorso a persone in difficoltà quando mia madre è stata molto male. In quei momenti di confusione e impotenza, io non sapevo cosa fare per aiutarla, a parte chiamare l’ambulanza e provare a mettere in pratica qualche manovra che avevo visto nelle puntate di E.R.”. Sorride. “È arrivata la Croce Rossa e mia madre si è salvata”.

 

Così è entrato, dopo la leva obbligatoria, nel Corpo Militare CRI, con il grado di caporale, impegnandosi con diverse mansioni nel centro di permanenza temporanea di via Corelli e nel centro CRI Bresso per la Missione Arcobaleno, progetto umanitario per la crisi in Kosovo. Ha poi lavorato negli uffici del personale, nella sede di via Pucci; si è occupato dei migranti che soggiornavano alla Casa di Teddy (struttura di accoglienza per persone e famiglie in transito a Milano), aiutandoli a ricongiungersi con il resto delle loro famiglie e accompagnandoli alle visite mediche. Oltre alla formazione in campo sanitario, è venuto a contatto con temi nuovi e stimolanti, come l’educazione alla pace e alla sessualità, che “mi hanno fatto aprire la mente e accendere la curiosità”. Dopo la certificazione 118 per l’ambulanza, che gli ha permesso di agire da soccorritore in vari contesti (stadio, trasporto pazienti, infermi o disabili), è stato molto attivo nel campo delle emergenze (nel 2001 il disastro aereo di Linate, nel 2002 quello del Pirellone; nel 2009, il terremoto in Abruzzo e, nel 2010, quello ad Haiti).

 

In Croce Rossa ha seguito molti corsi ed è diventato anche monitore: “È stato un periodo difficile, c’era troppo da fare! Sono stato sul punto di mollare, ma il gruppo degli aspiranti monitori è stato meraviglioso, mi ha dato grande supporto e ora sono qui, a fare formazione alle nuove leve e a spiegare il valore di Croce Rossa e l’importanza di non lasciare mai indietro nemmeno l’ultimo”. Essere formatore è l’attività più appagante per Massimo, che mi dice con convinzione: “È necessario essere sempre preparati bene, è necessario che il volontario non sia un peso ma che sia sempre pronto ed energico. Uno degli enormi valori che ha Croce Rossa è quello di essere una maestra nella formazione dei suoi volontari!”.

 

Massimo mostra nello sguardo un fortissimo spirito volontaristico e una “vocazione al servizio” che traspare nonostante la grande umiltà, la voglia di migliorare e il senso del dovere che lo connotano profondamente: “Conosco ogni angolo di questo posto – dice abbracciando con gli occhi tutto intorno – ho fatto ogni genere di attività, andavo e vado dove c’è bisogno di una mano. Vorrei essere ancora più attivo ma è difficile avere il tempo di incastrare tutto, il lavoro e il resto!”.

 

Mi accorgo, durante il corso dell’intervista, di essere di fronte a una formidabile memoria storica del Comitato Provinciale di Milano: “Sento un grande amore per Cri e i suoi principi, che mi permettono di agire nel completo rispetto dell’altro. Conoscere e insegnare i nostri 7 principi mi rende orgoglioso di far parte di questa Associazione. Per questo penso sia importantissimo trasferire questi valori alle nuove generazioni di giovani volontari e per questo adoro preparare e partecipare ogni anno alle giornate di Solferino: lì dove tutto è nato, dove la storia di Cri si intreccia con quella dell’Italia. È in quel luogo che il volontario può capire da dove viene, perché agisce in un certo modo e in che direzione è giusto andare”.               (Elisa Magnani)