NUMERO CENTRALINO
02.3883
CRI Comitato Provinciale di Milano

Pubblicato il 16 - Apr - 2015

Ha già compiuto un anno la Scuola Cesare Castiglioni, istituita in seno al Comitato di Milano della Croce Rossa per sistematizzare e migliorare la sua ampia offerta formativa, rivolta alla popolazione e, naturalmente, agli stessi volontari. La nascita della scuola sottolinea l’importanza di un’adeguata preparazione per chi si trova a dover DSCN5702fronteggiare situazioni di emergenza nella vita quotidiana e per chi, come i volontari, impiega così tanto tempo e risorse in attività di soccorso. Essere all’altezza della situazione, possedere un adeguato bagaglio di conoscenze è fondamentale non solo per garantire un servizio qualificato ma anche per proteggere il benessere del soccorritore.

 

È quanto ha messo a fuoco un’interessante ricerca, promossa dall’Università degli Studi di Milano e condotta su un campione di operatori di Croce Rossa dei Comitati di Cusano Milanino e Legnano, che ha ottenuto nel febbraio del 2014 la pubblicazione sull’eminente rivista scientifica Journal of Social Service Research: un’attestazione della serietà metodologica con cui è stato condotta e della rilevanza dei temi trattati. La ricerca individua alcuni fattori importanti per promuovere una buona qualità della vita anche in chi, per professione o per volontariato, spende il proprio tempo in situazioni stressanti, cariche di emozioni, di responsabilità e di decisioni drastiche da prendere in tempi serrati.

 

Scelto quindi come ambito di studio quello del soccorso, le autrici – le psicologhe Raffaella Sartori e Alessandra Delle Fave – hanno stabilito che questo tipo di attività può generare sensazioni positive, ma solo a condizione che il soccorritore percepisca un equilibrio fra le sfide (challenge) che è chiamato ad affrontare e le proprie capacità (skills), DSCN5646in termini di competenze pratiche e teoriche, e di risorse psicologiche. Se, infatti, le sfide superano le capacità del soccorritore, si genera ansia, un’emozione che comporta conseguenze anche dannose per chi la sperimenta con frequenza. Se, d’altra parte, le competenze superano decisamente le sfide, si genera noia e quindi con ogni probabilità un abbandono dell’attività che si sta svolgendo.

 

Queste evidenze hanno diverse implicazioni rilevanti. Ci preme sottolinearne particolarmente una: dato che l’ansia è un’emozione spiacevole, il soccorritore che percepisce di non avere abbastanza competenze esprime una domanda di formazione. Se la domanda viene rivolta a un'associazione sensibile e pronta a rispondere, il soccorritore può intraprendere percorsi di formazione continui, in un circolo virtuoso che permette di avere personale formato perché motivato ma anche motivato perché formato.

 

La ricerca, in sostanza, conferma uno degli assunti base del modus operandi della Croce Rossa: la formazione – a livello teorico, pratico e psicologico – è una priorità, perché protegge sia chi viene soccorso sia chi soccorre. Il soccorso è un’attività complessa e la formazione e la professionalità del soccorritore sono tra gli elementi che maggiormente caratterizzano i volontari di Croce Rossa.  (Giacomo Nuzzo)