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L’impegno, la dedizione e la formazione ripagano sempre, e Razzaghi, giovane guineano di 31 anni, lo sa bene. Arrivato in Italia nel 2018 viene ospitato in uno dei centri di accoglienza gestiti dalla Croce Rossa ed entra subito nel programma di inclusione socio-lavorativa della CRI Milano. È infatti uno dei primi partecipanti di ESIRAS, progetto che si prefissava di fornire formazione e training ai richiedenti asilo e ai rifugiati, in particolare quelli senza esperienze lavorative, al fine di facilitare la loro inclusione nella società e nel mercato del lavoro.

“L’incontro con il progetto ESIRAS - ci racconta - è stato molto utile perché ho imparato a fidarmi di me stesso e delle mie capacità”. Il team multidisciplinare della Croce Rossa di Milano, composto da educatori, formatori ed esperti in campo sociale, dedica infatti molto tempo all’empowerment e al potenziamento delle soft skill e delle competenze trasversali dei partecipanti al programma. Successivamente i ragazzi vengono avviati ai corsi professionalizzanti presso centri di formazione accreditati, frequentando anche un corso intensivo di italiano tecnico.  

Il percorso di Razzaghi è un successo, tanto che già a inizio del 2019, dopo aver frequentato un corso per magazziniere presso l’istituto IFOA, ottiene il primo tirocinio in un hotel di una importante catena alberghiera: il Four Seasons.

Fin da subito Razzaghi ce la mette tutta e gli sforzi vengono ripagati. Al termine del tirocinio, con sua immensa soddisfazione, gli viene proposto un primo contratto di un anno, superato il quale il primo grande traguardo: un contratto a tempo indeterminato.

Ma le sorprese non finiscono qui. Il mese scorso Razzaghi, infatti, è stato nominato dipendente dell’anno dell’hotel, segno di grande stima professionale da parte di tutti i suoi colleghi e un riconoscimento importante per un ragazzo arrivato in Italia solo da pochi anni. “Ricevere questo premio mi ha riempito di orgoglio. È stata una cosa molto importante per me e che da oggi farà parte della mia storia… ne vado molto fiero.”. E alla domanda su cosa pensa gli riservi il futuro, dimostra di sapere già cosa vuole: “Vorrei rimanere nel settore alberghiero e arrivare lontano. So che la strada è lunga e il futuro è sempre pieno di sorprese, ma ce la metterò tutta per raggiungere molti altri risultati come questo.”.

E di fronte a tale determinazione, non possiamo che augurare un grande in bocca al lupo per il suo futuro.

Grazie ai progetti dedicati all’inclusione socio-lavorativa delle persone migranti, la Croce Rossa di Milano nel 2020 è stata premiata dall'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) con il logo WeWelcome, “per l’impegno dimostrato nella promozione di interventi specifici per l’inserimento lavorativo dei rifugiati”.

Maggiori informazioni sul progetto: crimilano.it/esir

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"Mi chiamo Didier Rousel B., ho 33 anni e sono nato in Camerun. Sono diplomato in Accounting and Financial Management. Avrei voluto frequentare l’università, ma ho dovuto lasciare il mio paese mentre stavo concludendo un tirocinio formativo in una società di revisione contabile.

Quando sono arrivato in Italia il mio più grande desiderio era quello di riprendere e continuare la mia formazione, ma dovevo innanzi tutto imparare la lingua e trovare un lavoro per potermi mantenere e studiare.

Dopo pochi mesi dal mio arrivo, grazie a Naga - un'associazione di volontariato che fornisce assistenza a cittadini stranieri, ndr - sono entrato in contatto con il team del progetto ESIR, implementato dalla Croce Rossa di Milano, che sostiene la formazione professionalizzante di persone rifugiate.

Il team di ESIR, visto il mio desiderio di proseguire gli studi, mi ha presentato all’associazione Hope, attraverso la quale ho avuto l’opportunità di ottenere una borsa di studio alla Swiss School of Business. Per fortuna i colloqui di selezione sono stati in inglese, che è una delle mie lingue madre, e questo mi ha permesso di sfruttare al meglio le mie competenze.

Ora non mi resta che studiare il più possibile e sfruttare al meglio questa opportunità. Il mio desiderio è quello di formarmi al meglio e andare a lavorare per una grande azienda per poter un giorno sostenere la mia famiglia. Ma voglio anche dare il mio contributo al futuro del mio paese. Mi piacerebbe mettere le mie competenze e la mia esperienza al servizio di persone che, come me, hanno bisogno di una opportunità per fare emergere il loro talento.

Solo restituendo a mia volta quello che ho ricevuto potrò davvero ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questo mio sogno."

La testimonianza di Didier conferma il valore del progetto ESIR, voluto dalla Croce Rossa di Milano per fornire alle persone rifugiate maggiori conoscenze sul contesto socio-economico locale e competenze professionali specifiche, e premiato dall'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) con il logo WeWelcome, per l’impegno dimostrato nella promozione di interventi specifici per l’inserimento lavorativo dei rifugiati.

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