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“Cucinare mi piace tantissimo, è la mia passione!”. A raccontarci la sua storia è Mauboubeh, una giovane donna persiana arrivata in Italia insieme alla famiglia nel 2017. Esperienza dopo esperienza è riuscita a integrarsi perfettamente, facendo diventare quella che in Iran prima era solo una passione, la cucina, in un lavoro.

A Milano Mauboubeh scopre in particolare la pasta fresca, che diventa la sua principale specializzazione grazie a un corso di formazione professionalizzante e al successivo lavoro in un ristorante italiano. L’incontro col mondo della ristorazione avviene in maniera graduale e a tratti fortuita, grazie a un educatore del Centro di Accoglienza dove era ospitata, che nel 2019 le segnala la possibilità di partecipare al programma di inclusione socio-lavorativa della Croce Rossa di Milano, un percorso che ha come obiettivo di formare in maniera professionale richiedenti asilo e rifugiati e aiutarli a inserirsi nel mondo del lavoro.

Dopo un iniziale percorso di empowerment e potenziamento delle competenze relazionali e trasversali, il team della CRI Milano le propone di frequentare un corso di panificazione organizzato dall’associazione ACTL. I successivi mesi passano tra farina e forni, e grazie ai formatori della Scuola Arte Bianca, Mauboubeh impara a sfornare pizze e dolci da forno e si appassiona all’arte della preparazione del pane e della pasta fatta a mano.

“Nel 2019 appena ci è stato concesso l’asilo politico non abbiamo perso tempo e ci siamo subito messi alla ricerca di un lavoro e di una casa da affittare in cui vivere insieme a nostra figlia”. È così che Mauboubeh trova lavoro in un ristorante italiano a due passi dal Duomo, dove da subito affianca un cuoco bolognese che le fa perfezionare la tecnica di preparazione della pasta ripiena, come tortellini e ravioli. Sono mesi intensi passati tra i fornelli, che le permettono di acquisire tecnica nonché di immergersi totalmente nella cultura italiana. “A casa però cucino ancora persiano!”, ci racconta sorridendo.

Dopo un po’ di mesi di lavoro, in Italia arriva la pandemia da Covid-19 che le scombussola un po’ i piani. Il settore della ristorazione è uno dei più colpiti, e le conseguenze si vedono ancora oggi a distanza di oltre un anno. Mauboubeh finisce come migliaia di altri lavoratori in cassa integrazione, ma ciò non le fa perdere l’ottimismo e la voglia di rimettersi in gioco alla ricerca di nuove opportunità.

“In questo momento difficile non sono sola. Oltre a mio marito, posso contare sull’aiuto di Federica, una volontaria della Croce Rossa di Milano che mi affianca per aiutarmi a cercare nuove esperienze da fare e possibili opportunità di lavoro. Sono sicura che presto tornerò a dedicarmi ai fornelli e alla pasta fresca”.

Storie come quella di Mauboubeh testimoniano l’importanza di creare percorsi specifici per l’inclusione socio-lavorativa delle persone migranti, che sono in grado di apportare un valore aggiunto alla società che non possiamo permetterci di perdere. Al momento, la Croce Rossa di Milano ha attivo il progetto ESIR, nato per fornire alle persone rifugiate maggiori conoscenze sul contesto socio-economico locale e competenze professionali specifiche.

Per il gran lavoro fatto nello sviluppo di percorsi di inclusione socio-lavorativa di persone migranti, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha premiato la Croce Rossa di Milano conferendo il logo WeWelcome, “per l’impegno dimostrato nella promozione di interventi specifici per l’inserimento lavorativo dei rifugiati”.

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Immerso tra ritagli di stoffe, fili colorati e spilli, con un metro a nastro intorno al collo, Fallykou cuce un abito che gli è stato commissionato di recente. Un’immagine abituale per qualsiasi sarto. Ma Fallykou non è un sarto qualsiasi. La sua storia è un condensato di determinazione, passione e successo personale. E ora che si trova nel suo nuovo laboratorio in provincia di Como, non dimentica i passi del suo lungo cammino.

A sedici anni, in una piccola città della Costa d’Avorio, Fallykou inizia a frequentare una scuola di cucito per diventare sarto, mestiere popolare e diffuso in Paesi dove le persone non sono solite acquistare abiti prêt-à-porter. Impara presto le basi del cucito e della sartoria, arrivando a confezionare “abiti su misura di tutte le tipologie e occasioni, per donna, uomo e bambino”, ci racconta.

Con in tasca un buon bagaglio di conoscenze, nel 2010 parte alla volta della Nigeria per continuare lì l’attività sartoriale. “Una volta arrivato a Lagos ho trovato lavoro in un laboratorio dove facevamo vestiti su misura e non. Io mi occupavo del taglio delle stoffe mentre la proprietaria della sartoria le cuciva. Molti dei vestiti che producevamo venivano spediti in Europa per essere rivenduti”.

Fallykou 1RE proprio in Europa sbarca nel 2016, dopo un lungo viaggio migratorio, trovando infine ospitalità in via Aquila, dove la Croce Rossa di Milano fino al 2019 gestiva un Centro di Accoglienza Straordinaria. “Nell’attesa dei documenti e dell’accettazione della domanda di asilo, ho cominciato a cucire nel piccolo laboratorio presente nella struttura”. All’interno del centro le attività laboratoriali sono ampiamente incoraggiate e molti ragazzi e ragazze hanno potuto mettere le proprie conoscenze a disposizione degli altri. Dalla ciclofficina alla sartoria, in via Aquila sono tante le mini-botteghe in cui gli ospiti continuano il mestiere iniziato prima del viaggio. La presenza di tante nazionalità e il confronto con sarti di altri Paesi, fungono da continuo stimolo per imparare ogni giorno nuove tecniche di cucito e di taglio.

Due anni dopo, nel 2018, Fallykou è tra i primi ragazzi a entrare a far parte di ESIRAS, progetto della CRI Milano nato per favorire l’inserimento socio-lavorativo di richiedenti asilo e rifugiati. Qui per qualche mese segue una formazione sulle competenze trasversali e sul contesto socio-culturale italiano.

Per il giovane sarto a questo punto arriva una sorpresa. Lo staff della Croce Rossa aveva infatti fatto conoscere la sua storia al famoso Istituto di Moda Burgo, che da subito credette nelle potenzialità del ragazzo, offrendogli una borsa di studio per frequentare il corso triennale di Sartoria Professionale. “Sono contento di tutte le possibilità di crescita che ho avuto e voglio dire grazie alla Croce Rossa, che mi ha fatto conoscere ESIRAS, e agli insegnanti dell’Istituto Burgo che mi hanno aiutato tanto nella mia crescita professionale. Con loro ho scoperto la moda europea, un mondo che non conoscevo proprio e molto diverso da quello da cui provenivo.”

Grazie alle abilità pregresse, Fallykou è riuscito a terminare il corso in soli due anni, durante i quali ha frequentato ogni giorno lezioni individuali e di gruppo, unendo lo studio teorico alla pratica sartoriale. “Qui nell’Istituto mi sono concentrato molto sugli abiti ‘difficili’ e ho imparato a cucire vestiti da sposa, cappotti e giacche, scoprendo l’importanza di realizzare finiture di qualità”.

La consegna del diploma è avvenuta a ottobre e da quel momento Fallykou ha potuto iniziare la sua attività sartoriale all’esterno, dove collabora anche con associazioni no profit e piccole comunità.

L’inclusione delle persone migranti porta ricchezza nella società, e il percorso di Fallykou è un esempio di quanto sia importante valorizzare le competenze e le aspirazioni di chi arriva in Italia in cerca di un futuro migliore. Per gli interventi di inclusione socio-lavorativa delle persone rifugiate e richiedenti asilo, l’UNHCR, l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati, ha conferito alla Croce Rossa di Milano il logo WeWelcome, destinato alle associazioni che assistono i beneficiari di protezione internazionale e ne promuovono l’inserimento nel mercato del lavoro.

Fallykou 2

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La Croce Rossa di Milano ha ricevuto un importante riconoscimento da parte dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che ha conferito il logo WeWelcome “per l’impegno dimostrato nella promozione di interventi specifici per l’inserimento lavorativo dei rifugiati”. Un attestato di fiducia che conferma il valore dei programmi di inclusione socio-lavorativa della CRI Milano per persone migranti, che hanno la possibilità di accedere a percorsi di empowernment, corsi di italiano tecnico e corsi professionalizzanti erogati da istituti ed enti partner di Croce Rossa Milano.

 “We welcome” è un premio, conferito attraverso la concessione di un logo su base annuale, destinato a cooperative, associazioni ed altri enti pubblici e privati che promuovono l’inserimento lavorativo dei beneficiari di protezione internazionale e la promozione di programmi innovativi di formazione lavoro e formazione linguistica. Le realtà che aderiscono al bando del premio vengono intervistate e selezionate dal Comitato di Valutazione dell’UNHCR, composto da rappresentanti del Ministero del Lavoro, Confindustria, Global Compact Network Italia e Sole 24 ore.

“Il riconoscimento dell’UNHCR - dichiara Luigi Maraghini Garrone, Presidente CRI Milano - è uno straordinario risultato che ci rende orgogliosi del lavoro fatto fin qui. Sul fronte dell'assistenza alle persone migranti siamo attivi da molti anni, e fino all’anno scorso gestivamo anche due centri di accoglienza straordinaria. È dall'esperienza maturata in tale frangente che abbiamo avviato i progetti di inclusione socio-lavorativa, che vorremmo rendere trasversali e parte di un sistema di risposta alle vulnerabilità. Il vero premio per noi, tuttavia, è vedere ogni giorno i cambiamenti positivi nella vita delle persone che assistiamo”.

L’evento di premiazione e conferimento del logo “We Welcome” si terrà online il 10 novembre 2020.

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"Cerchi lavoro? Indicazioni, orientamento e dialoghi interculturali"  è il manuale della Croce Rossa di Milano nato per facilitare le persone straniere nella ricerca del lavoro in Italia. La pubblicazione, frutto del lavoro e dell'esperienza maturata grazie al progetto ESIRAS, ha lo scopo di fornire strumenti concreti a coloro che, trovandosi nella condizione di cercare un impiego in un paese che non è il loro, incontrano spesso molte difficoltà a entrare nel mondo del lavoro.

All'interno del manuale sono presenti numerosi suggerimenti pratici, come i documenti da avere sempre con sé, le scuole gratuite di italiano per adulti e i corsi di formazione disponibili per potenziare le proprie competenze. Oltre a queste indicazioni, all'interno del manuale si trovano anche preziosi consigli su come fare una telefonata di lavoro, come sostenere un colloquio o come scrivere un curriculum, nonché suggerimenti per avere una buona comunicazione in italiano.

Nelle oltre 60 pagine vengono trattati anche aspetti culturali. Uno scoglio che spesso gli stranieri incontrano una volta in Italia è infatti il fattore socio-linguistico. La mancata conoscenza degli usi, dei modi di dire o del registro da utilizzare a seconda dell'occasione, può minare seriamente la possibilità di trovare lavoro. La pubblicazione "Cerchi Lavoro?", grazie a illustrazioni, esempi, esercizi e spiegazioni in un italiano di facile comprensione, prova a superare queste e altre difficoltà affrontate dalle persone migranti.

Il manuale è disponibile in 3 versioni bilingue: italiano-inglese, italiano-francese e italiano-urdu. In questo modo un lettore straniero può facilmente comprendere il significato di ogni modulo e spiegazione.

 

Scarica il manuale "Cerchi lavoro?"

- Scarica la versione Italiano/Inglese

- Scarica la versione Italiano/Francese

- Scarica la versione Italiano/Urdu

licenzaz CC by nc nd    La Croce Rossa di Milano mette a disposizione il manuale con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale. Per leggere i dettagli della licenza e dei possibili utilizzi della pubblicazione, visita il sito web http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0.

 

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Con l’evento di chiusura organizzato il 10 luglio 2019 presso la sede della Croce Rossa di Milano, si conclude il progetto ESIRAS 2018/2019, finalizzato all’integrazione socio-lavorativa di persone richiedenti asilo e rifugiate accolte nel territorio meneghino, attraverso corsi di orientamento e formazione professionalizzante. Il progetto, implementato dalla Croce Rossa di Milano nell’ambito del Programma per l’Occupazione e l’Innovazione Sociale della Commissione Europea (EaSI), ha coinvolto la Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR) in qualità di capofila, la Croce Rossa spagnola come coordinatrice delle attività e come partner le società nazionali di Croce Rossa di Austria, Cipro, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Italia e Slovenia.

L’incontro di restituzione a chiusura di progetto ha coinvolto oltre allo staff di Croce Rossa Milano anche organizzazioni e aziende che hanno collaborato alla sua implementazione. Una importante occasione di riflessione e confronto su esperienze, risultati e prospettive future delle persone che hanno partecipato al progetto. Tra gli altri sono intervenuti anche alcuni beneficiari del progetto che hanno potuto testimoniare l’impatto positivo che ha avuto sulla loro vita e il loro punto di vista sull’utilità di iniziative come questa per facilitare l’inclusione socio-lavorativa delle persone migranti.

Le attività realizzate nel progetto ESIRAS tra gennaio 2018 e giugno 2019 sono state strutturate in modo da dare ai beneficiari una solida base di partenza a livello di conoscenze, dalla quale partire per poter frequentare successivamente corsi professionalizzanti esterni. I partecipanti, dopo un primo colloquio individuale, sostenuto da 354 persone, finalizzato a capire le proprie competenze, aspirazioni ed esperienze pregresse, hanno frequentato una serie di workshop interni sulle competenze trasversali. Attraverso laboratori e attività basate sulla metodologia del teatro sociale, nel corso degli incontri sono state approfondite le competenze relazionali, comunicative e organizzative.

Grazie allo strumento teatrale è stato possibile erogare un tipo di formazione non convenzionale, che ha permesso di sperimentare nuove formule comunicative e didattiche. Ai partecipanti è stato chiesto di mettersi in gioco simulando varie scene quotidiane relative al mondo del lavoro, come fare una chiamata a un’agenzia interinale, sostenere un colloquio di lavoro o risolvere piccole problematiche con i propri colleghi. La simulazione di tali situazioni ha permesso di entrare più nel dettaglio rispetto alle possibili soluzioni da adottare, nonché sul tipo di linguaggio da utilizzare a seconda della situazione.

Quello della lingua non è un aspetto da sottovalutare quando si lavora con persone migranti, che specialmente nei primi tempi in Italia fanno fatica a capire cosa dire e con quale registro a seconda del contesto per via del gap linguistico e culturale. Per questo motivo nei workshop questi argomenti sono stati affrontati nel dettaglio mentre in tutti i corsi esterni sono stati previste circa 50 ore di italiano tecnico, in modo da facilitare il processo di apprendimento e massimizzare le possibilità di successo nella ricerca di un posto di lavoro. [Continua in basso]

I partecipanti al progetto ESIRAS sono stati selezionati, oltre che tra gli ospiti dei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) gestiti dalla Croce Rossa di Milano, grazie alle collaborazioni attivate con l’ufficio immigrazione del Comune di Milano, Servizio Accoglienza Immigrati/SAI della Caritas, Centro Jannacci/Ortles del Comune, Arcigay, Giardino degli Aromi, Albero della Vita, Arca, Passepartout, City Angels e Remar Italia.

“La maggior parte dei partecipanti – commenta Monica Simeone, Condirettrice e Responsabile Area Migrazioni di Croce Rossa Milano – arriva da paesi africani o del medio oriente. Molti hanno pregresse esperienze di lavoro e competenze. Il progetto ESIRAS ci ha permesso di poterli aiutare a esprimere al meglio le loro potenzialità”.

Successivamente agli incontri interni, infatti, 127 persone hanno frequentato corsi di formazione professionalizzanti esterni, implementati in collaborazione con enti di formazione accreditati. Tra i percorsi attivati quelli per diventare panettieri, addetti alle macchine utensili semplici, magazzinieri, manutentori di interni, addetti alla ristorazione e operatori per la cura del verde. Ogni corso ha rilasciato una certificazione valida e spendibile nel mercato del lavoro.

Al termine di tale percorsi sono stati attivati 44 contratti di tirocinio, 10 contratti a tempo determinato e 6 contratti di apprendistato in collaborazione con PMI, aziende e organizzazioni attive sul territorio milanese. La sinergia con le imprese è fondamentale per la riuscita del progetto, che mira a formare figure richieste dalle aziende e con le giuste competenze per operare nel settore richiesto.

“Il lavoro – spiega Antonella Lamorte, referente del progetto per Croce Rossa Milano – è uno strumento fondamentale di inclusione e integrazione. Un fattore basilare per il benessere psicofisico delle persone e un elemento di grande impatto nei processi di inclusione. Il progetto ESIRAS è la dimostrazione che con gli strumenti adeguati è possibile sviluppare percorsi virtuosi di rafforzamento delle capacità per favorire l’inclusione sociale e lavorativa delle persone migranti”.

Per far tesoro di quanto appreso durante il corso del progetto, la Croce Rossa di Milano ha pubblicato un manuale di oltre sessanta pagine, tradotto anche in inglese, francese e urdu, utile a orientarsi nella ricerca del lavoro e con esercizi specifici per testare vari tipi di competenze. Il manuale, dal nome “Cerchi Lavoro – Indicazioni, orientamento e dialoghi interculturali”, è stato presentato durante l’incontro conclusivo del progetto.

 

 

 

 

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ll 20 e 21 giugno si è svolto a Milano il primo Coordination Meeting tra i partner europei del progetto Employability and Social Integration of Refugees and Asylum Seekers (ESIRAS), finanziato dalla Commissione Europea. 

Al meeting erano presenti due rappresentanti per ognuna delle sette Società Nazionali europee di Croce Rossa coinvolte nell'implementazione del progetto, tre membri della Croce Rossa Spagnola (coordinatori di ESIRAS a livello europeo), un referente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e due rappresentanti della Commissione Europea (Direzione Generale Occupazione, Affari Sociali e Inclusione). Per due giorni i partecipanti hanno lavorato intensamente per scambiarsi le buone pratiche legate alle modalità di intervento, fare il punto sullo stato dei lavori in ogni Paese e implementare la nuova piattaforma per il monitoraggio del progetto.

Nel corso di una sessione pomeridiana i partecipanti sono stati divisi in due focus group e insieme si sono confrontati sull’importanza di coinvolgere gli stakeholder locali, sulle strategie per incrementare la percentuale di partecipazione di beneficiari donne e sulle azioni da implementare per migliorare la sostenibilità a lungo termine del progetto. Dai lavori di gruppo sono emerse conclusioni importanti per poter agire a livello locale con maggior impatto, oltre che idee per poter dare seguito al progetto anche dopo il termine del finanziamento UE (giugno 2019).

Nella giornata di giovedì i colleghi delle Società Nazionali austriaca e danese hanno illustrato come ESIRAS possa costituire un fondamentale mezzo per supportare enti e associazioni locali impegnati nel processo di integrazione di rifugiati e richiedenti asilo, svolgendo un ruolo di regia. Le delegazioni di Francia e Slovenia hanno invece esposto le proprie attività di comunicazione e visibilità (Communication & Visibility) adottate per coinvolgere le aziende e sensibilizzare l’opinione pubblica. Il team della Croce Rossa Italiana, infine, ha illustrato nel dettaglio il processo di coinvolgimento dei beneficiari del progetto. Al termine delle presentazioni di tutte le Società Nazionali, due beneficiari che frequentano i workshop di ESIRAS su orientamento e formazione a Milano, hanno raccontato la loro esperienza e i benefici che hanno cominciato a notare nel loro modo di relazionarsi con la comunità: il progetto mira infatti a trasmettere competenze trasversali e professionali utili al pieno inserimento nel contesto lavorativo e nella società.

Al meeting hanno partecipato anche rappresentanti della Fondazione Soleterre per illustrare i risultati ottenuti con un progetto simile a ESIRAS, da loro implementato. Nel dettaglio, sono stati messi in evidenza gli aspetti positivi e negativi emersi nella gestione del progetto, col supporto dei commenti di un valutatore esterno.

La tre giorni di meeting è terminata venerdì 22 giugno con la sessione di lavoro della Steering Committee, il gruppo di coordinamento del progetto composto da membri della Croce Rossa Spagnola, della Croce Rossa Danese, dell'ufficio europeo di Croce Rossa con sede a Bruxelles, della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e della delegazione della Commissione Europea. Oltre a condividere i contenuti delle attività svolte fin ad oggi, si è discusso della sostenibilità di ESIRAS.

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Un progetto ambizioso che punta a favorire l’integrazione sociale e l’inserimento professionale di richiedenti asilo e rifugiati attraverso un approccio esperienziale e innovativo. In sintesi, questo è ESIRAS, finanziato dalla Commissione Europea tramite il programma dell’Unione Europea per l’impiego e l’innovazione sociale (Employment and Social Innovation/EaSI) e supportato dalla Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. In totale sono sette le società nazionali di Croce Rossa che hanno aderito al progetto.

Per la Croce Rossa Italiana, il progetto è implementato dal Comitato di Milano dal mese di gennaio ed è entrato nel vivo a maggio, con il supporto del Comitato Nazionale CRI. Tra i suoi obiettivi vi è quello di coinvolgere 400 persone in attività progettuali e percorsi preparatori all'inserimento lavorativo, di cui 60 saranno beneficiarie di training professionali.

A maggio, dopo un intenso periodo di programmazione e impostazione delle attività, sono iniziati i primi colloqui individuali per conoscere gli aspiranti e comprenderne le capacità linguistiche e personali, le esperienze professionali e le aspettative di formazione e lavorative.

Si è poi passati ai colloqui di gruppo e, successivamente, agli workshop sulle competenze trasversali, nel corso dei quali è stata sperimentata una modalità attiva, con elementi del teatro e della formazione partecipata. Per facilitare l’apprendimento, gli workshop prevedono simulazioni relative a colloqui di lavoro, telefonate e situazioni problematiche in diversi contesti lavorativi. Il fine ultimo è fornire strumenti utili a comprendere il contesto socio-culturale italiano – tra cui modi di dire, comportamenti da evitare in circostanze specifiche, cenni sul linguaggio del corpo - e a interagire con esso in modo proficuo, favorendo un processo di piena inclusione.

Infine, il 18 giugno è iniziato il primo corso di formazione esterno sulla ristorazione. Coinvolge 14 ragazzi, che in tutto hanno partecipato a due colloqui individuali, uno di gruppo e tre workshop sulle competenze di base e trasversali. Il team di ESIRAS segue da vicino l’andamento della formazione con un affiancamento che ha lo scopo di facilitare il processo di apprendimento.

Fanno parte del team ESIRAS quattro professionisti che vengono da esperienze diverse del terzo settore, della cooperazione e dell’associazionismo. Questa diversità ha arricchito il gruppo e ha permesso di modellare un percorso sì originale, ma basato su solide competenze formatesi in molti anni di lavoro nell’ambito della formazione e del sociale.

I primi risultati e le esperienze dei partecipanti verranno condivisi al meeting internazionale dei partner del progetto, in programma dal 20 al 22 giugno nella sede della Croce Rossa di Milano.

 

 

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