Solferino 2025 vede la partecipazione anche dei volontari e delle volontarie della Croce Rossa di Milano, presenti con entusiasmo a uno degli appuntamenti più sentiti del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.
La tradizionale fiaccolata di Solferino, che ogni anno riunisce migliaia di persone provenienti da ogni angolo del mondo, non è solo un evento simbolico: è un viaggio nella memoria collettiva, un tributo a quel 24 giugno 1859, quando la drammatica battaglia combattuta nelle campagne tra Solferino e San Martino ispirò Henri Dunant a gettare le basi del movimento umanitario più grande del mondo.
Partecipare alla fiaccolata di Solferino non è solo un atto commemorativo, ma un’occasione profonda di riflessione e condivisione. Per i volontari della CRI Milano, è un momento per rinsaldare il legame con i principi fondamentali del Movimento, per sentirsi parte di una grande famiglia internazionale e per tornare a casa con una rinnovata motivazione.
Nel silenzio della notte, rotto solo dal crepitio delle fiaccole e dai passi lenti dei partecipanti, si cammina immersi in un’atmosfera carica di emozione. Ed è in quel momento che i pensieri si fanno più intensi.
A tal proposito, pubblichiamo di seguito i pensieri della volontaria e consigliera del Comitato di Milano, Barbara di Castri:
"Le bandiere di Croce Rossa, Mezzaluna e Cristallo Rosso sventolano sotto il cielo azzurro di Solferino, lo stesso cielo immenso che avvolge la Siria, il Sudan, lo Yemen, Paesi che oggi vivono situazioni difficili. Le osservo, sovrastano gli alberi, si muovono nell’aria, si rincorrono, si toccano e poi si allontanano. Mi ricordano i 161 anni di vita di questa grande associazione umanitaria che abbraccia 191 Società Nazionali che, ogni giorno, affrontano i problemi che affliggono il mondo.
È difficile spiegare la pace a chi vive in una situazione di guerra, ma è ancora più difficile spiegare la guerra a chi, come noi, la guerra non l’ha mai vissuta.
Come ogni anno si rinnova un incontro, qui a Solferino. Un 'esercito' di volontari, di sorrisi affolla il campo base della Croce Rossa, le attività sono infinite, il futuro vive nelle espressioni dei giovani. Il colore della pelle non esiste, esistono mani e braccia che aiutano e sostengono, occhi che incoraggiano e si chinano su chi soffre ed è meno fortunato. E questa volta c’è un messaggio stretto fra le mani di tutti i volontari da consegnare urgentemente all’intero pianeta, dice: “Siamo tutti fratelli” e ricorda la frase di Henry Dunant, il fondatore della Croce Rossa.
Il cuore è pieno di emozioni, è stato un anno impegnativo, faticoso... C’è chi è arrivato da un posto lontano ed ha viaggiato per più di trenta ore per raggiungere questo luogo. Adesso è qui a Solferino e crede fermamente che la dignità di ogni uomo vada sempre rispettata e protetta, a prescindere da un confine, una religione o un credo politico.
Questa sera ci sarà la storica fiaccolata per ricordare la celebre battaglia della Seconda Guerra d’Indipendenza dove, fra la violenza e il sangue nacque un’idea, l’idea della Croce Rossa, grazie al suo fondatore, lo svizzero filantropo Henry Dunant. “Ogni ferito sarà curato e protetto a prescindere dalla divisa che indossa.”
La vita è sacra, si perpetua, conduce all’infinito e andrebbe sempre difesa a Gaza come a Tel Aviv, così come a Teheran o a Kiev.
Nella mente sfilano le quattro Convenzioni di Ginevra, i due Protocolli Aggiuntivi, la protezione del nostro patrimonio artistico, la più bella firma dell’uomo sul pianeta Terra.
Una vaga angoscia incatena l’oscurità che sta per arrivare, saranno nove chilometri di torce accese nel buio, un lungo cammino fatto di canti e di solidarietà, il piacere di stare insieme e ritrovarsi sotto il valore immenso di una grande bandiera e di sette principi, primo fra tutti l’umanità: prevenire ed alleviare la sofferenza umana, proteggere la vita e la salute, promuovere la comprensione reciproca, l’amicizia, la cooperazione e la pace duratura fra i popoli.
Lontano, i colori del tramonto, belli e tremendi, come dipinti da una mano diabolica e poi finalmente il chiarore della luna, vago e occulto ma pieno di speranza, come la vita."
Barbara di Castri
Consigliera CRI Milano

La nostra mission è prevenire e alleviare la sofferenza umana, proteggere la vita e la salute e garantire il rispetto dell’essere umano.