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Giornata mondiale della povertà: a Milano un sistema organizzato contro la fame

La Giornata mondiale per l'eliminazione della povertà è un’occasione per fermarsi a osservare ciò che spesso resta invisibile: famiglie che non riescono a fare la spesa, persone senza dimora che contano su un pasto caldo, bambini che vivono in condizioni di indigenza. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia oltre 2,2 milioni di nuclei familiari (pari al 8,4%) vivono in povertà assoluta. Più di 5,7 milioni di individui sono coinvolti, tra cui oltre un milione di minori. Numeri che, nel Nord e nelle aree metropolitane, fotografano una realtà in crescita costante dal 2020.

Dietro queste cifre ci sono volti, storie, problemi quotidiani. Ma ci sono anche persone e organizzazioni che lavorano per rispondere in modo strutturato e continuo. A Milano, tra i protagonisti di questo impegno, c’è la Croce Rossa di Milano, impegnata ogni giorno nel sostegno alimentare e nella gestione di reti solidali, e tassello fondamentale della Food Policy del Comune di Milano. 

"Contrastare la povertà oggi significa agire su più fronti e con uno sguardo ampio, attento alla dimensione micro e a quella macro di sistema" spiega Manuela Rusconi, responsabile Inclusione Sociale CRI Milano. "Quello che facciamo non è una semplice distribuzione di aiuti, ma un intervento inserito in un sistema coordinato, con modalità e aiuti diversi a seconda dei beneficiari, delle risorse e delle collaborazioni attive sul territorio".

I beneficiari dell'azione della CRI Milano sono molteplici ma sono principalmente tre i target principali:

  • Associazioni ed enti del territorio: sono 44 le realtà supportate con derrate alimentari e beni essenziali, che successivamente consegnano ai beneficiari finali. La Croce Rossa rifornisce associazioni del programma FSE+, l’Hub alimentare del Gallaratese, due empori solidali e una fitta rete di parrocchie e piccole organizzazioni.

  • Famiglie in difficoltà: vengono distribuiti pacchi viveri e prodotti specifici per l’infanzia, con particolare attenzione ai nuclei con bambini piccoli. Dopo i primi aiuti, si accompagna la famiglia verso una presa in carico più stabile.

  • Persone senza dimora: ogni giorno dell’anno, le unità di strada CRI forniscono alimenti confezionati, bevande, pasti caldi, prodotti per l’igiene, coperte e sacchi a pelo.

I beni forniti non si limitano agli alimenti di base, ma includono varie altre tipologie di beni, come articoli a lunga conservazione, prodotti freschi, come latticini frutta e verdura (per i quali è prevista una logistica ad hoc per garantire la catena del freddo), ma anche alimenti per la prima infanzia, pannolini e accessori, prodotti per l’igiene personale, kit per la pulizia della casa e dispositivi di protezione individuale come guanti e mascherine. L’obiettivo è rispondere a bisogni concreti e diversificati, tenendo insieme qualità, salute e dignità.

"Non ci limitiamo a consegnare un pacco viveri e tornare la settimana dopo - prosegue Rusconi - in quanto persona che aiutiamo viene inserita in un percorso che guarda oltre l’emergenza. Dietro ogni intervento c’è un lavoro di rete con associazioni, enti locali, empori solidali, aziende e fondazioni". 

 

L'importanza della Logistica Umanitaria

20251017 eliminazionepovertaDietro ogni pacco e ogni consegna c’è una struttura complessa: la logistica umanitaria di CRI Milano, coordinata dal polo di Segrate, è il cuore che tiene insieme magazzini, mezzi refrigerati e percorsi di distribuzione.

"Il lavoro logistico è particolarmente complesso - spiega Davide Baioni, responsabile de polo logistico di Segrate - in quanto dobbiamo gestire prodotti freschi, alimenti a lunga conservazione e kit per l’igiene, assicurando che tutto arrivi in tempo a chi ne ha bisogno. La logistica umanitaria significa organizzare risorse, mezzi e persone per massimizzare l’impatto degli aiuti e ridurre gli sprechi".

I beni provengono da più fonti: in primo luogo dal Programma FSE+ (AGEA) che fornisce ingenti quantità di derrate alimentari. Ci sono poi le aziende solidali che donano alimenti a lunga conservazione, eccedenze o il proprio invenduto. Ci sono poi le raccolte alimentari e il sostegno di fondazioni ed enti garantiscono pacchi extra e coprono i costi di personale e mezzi, assicurando continuità e stabilità al sistema.

Ma una delle attività principali della filiera è il recupero del fresco, che permette di integrare frutta, verdura e latticini. Il recupero è fondamentale perché migliora la qualità nutrizionale degli aiuti e evita sprechi. I prodotti ritirati dai mercati e dei supermercati vengono consegnati in giornata all’Hub del Gallaratese e all’emporio solidale SoliDando.

Dietro ogni pacco consegnato alle persone c’è una catena fatta di magazzini, volontari, logistica, accordi istituzionali, trasporti e relazioni con il territorio. «Il nostro lavoro è possibile perché esiste una struttura solida che tiene insieme più livelli. - spiega Manuela Rusconi - Ogni giorno coordiniamo distribuzioni, contatti con associazioni, recuperi alimentari, trasporti e verifiche dei bisogni. Un vero e proprio sistema".

Il valore aggiunto: i volontari

Accanto all’organizzazione, resta centrale l’elemento umano. Ogni settimana decine di volontari sono impegnati nel confezionamento e distribuzione dei viveri.

Carla è una di loro. Impegnata nel recupero del fresco e nella preparazione dei pacchi per le persone senza dimora, racconta così la sua esperienza:

"quando carichiamo la frutta o i latticini invenduti recuperati dai supermercati e li portiamo al magazzino, penso sempre che senza il nostro intervento quel cibo sarebbe finito nella spazzatura. Invece lo ritrovo nelle mani di qualcuno che ne ha davvero bisogno. Una signora a cui portiamo settimanalmente una scorta di viveri, qualche giorno fa, mi ha detto che non ricordava l’ultima volta in cui aveva mangiato il gorgonzola. Sono momenti semplici, che però ti restano dentro".

In questa Giornata mondiale della povertà, il messaggio che lancia CRI Milano è quello di far capire che il contrasto alla povertà non avviene solo distribuendo viveri, ma costruendo percorsi che riducano la marginalità nel lungo periodo, accompagnando le persone con professionalità ma, soprattutto, con umanità.

 

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