Quando la città si addormenta e le luci dei palazzi si spengono, c’è una Milano che resta sveglia, invisibile ai più: quella di chi vive in strada. Ma essere senza dimora ha un impatto importante sulla possibilità di accesso ai servizi fondamentali e alle cure.
Proprio qui, dove il diritto alla salute sembra fermarsi su un marciapiede, intervengono le Unità di Strada della Croce Rossa di Milano. Non sono solo medici, infermieri e volontari, ma un ponte umano che riporta dignità e assistenza a chi è rimasto indietro. Un presidio sanitario fondamentale per le persone senza dimora.
Il Comitato di Milano della Croce Rossa ha strutturato un modello di assistenza a due livelli:
-
le unità di strada di base, composte da volontari formati, che girano per la città ogni sera per fornire assistenza e individuare situazioni sanitarie critiche, in collaborazione con il servizio di segnalazione del Comune di Milano tramite il Centro Sammartini
-
le unità di strada specialistiche, formate da professionisti socio-sanitari, che vengono attivate dopo la valutazione filtro delle unità di base. A Milano sono tre tipi: medica, psicologica ed educativa.
"Il nostro obiettivo è intercettare i problemi prima che diventino gravi o cronici," spiega la dott.ssa Anna De Biase, volontaria CRI. "Uniamo l'ascolto alla cura vera e propria, cercando di garantire continuità sanitaria anche a chi vive ai margini."
Le barriere invisibili alla salute
Accedere al sistema sanitario nazionale, per chi vive in strada, è tutt’altro che semplice. Le persone senza dimora incontrano infatti barriere oggettive, come l’assenza di documenti, la difficoltà linguistica e la scarsa conoscenza dei percorsi di aiuto disponibili.
Molte persone senza dimora hanno già sperimentato esperienze negative in pronto soccorso o in occasione di ricoveri, che hanno alimentato sfiducia e timore verso i servizi del territorio. "La marginalità - aggiunge Giulio Di Rosa dell'unità di strada educativa - può generare nelle persone una profonda diffidenza verso il sistema cittadino e questo rende difficile persino accettare l’aiuto degli operatori".
A queste difficoltà si sommano infine componenti culturali, come la tendenza a sottovalutare i sintomi. “Spesso c’è una lunga latenza nel prendere coscienza del problema sanitario – spiega De Biase – e un ulteriore ritardo nel chiedere aiuto. Quando la persona arriva a noi, la situazione clinica può essere già molto avanzata”.
Due modelli di intervento: ambulatorio mobile e unità itinerante
La Croce Rossa di Milano ha sviluppato due modelli operativi per le proprie unità sanitarie: l’ambulatorio mobile e l’unità itinerante. Entrambe operano nelle ore serali, tra le 20.00 e le 24.00, ma si rivolgono a utenti differenti.
-
L’ambulatorio mobile staziona ogni lunedì sera in piazza Duomo e viene utilizzato da chi riesce a spostarsi autonomamente. Le persone senza dimora si presentano spontaneamente per la presenza di patologie stagionali, traumi minori e dolori osteoarticolari, problemi dentali.
-
L’unità itinerante segue un percorso programmato, raggiungendo le persone che non possono spostarsi dal proprio giaciglio e che spesso presentano patologie gravi o croniche. Gli equipaggi di questa unità si occupano di patologie più complesse come ferite croniche, infezioni cutanee e problemi cardiovascolari. Questa unità interviene soprattutto su segnalazione di unità di base e su richiesta del Centro Sammartini, dove confluiscono le segnalazioni sui casi sanitari urgenti.
Le patologie riscontrate in strada
Il quadro delle patologie riscontrate mostra differenze significative tra i due modelli operativi, come dimostrato dal grafico relativo all’attività del triennio 2022-2024. L’ambulatorio mobile è rappresentato in arancione e l'unità itinerante in blu.
Le differenze tra i problemi clinici tra chi vive nella marginalità totale, e chi mantiene qualche risorsa residua nel prendersi cura di sé, sottolineano in modo quanto le caratteristiche della persona influenzino la possibilità di accesso alle cure essenziali anche nel contesto della vita in strada.
Il 40% dell’attività delle unità itineranti è dedicata alla cura delle lesioni cutanee croniche, legate alle condizioni di vita in strada. Molte persone dormono in posizioni scorrette, spesso sedute. Ne deriva la formazione di edemi alle gambe, che possono andare incontro a rotture cutanee. L’assenza di igiene provoca infezioni delle lesioni iniziali, che progrediscono verso i tessuti profondi, con la possibilità di gravi infezioni che arrivano anche a richiedere nei casi più estreme un’amputazione.
L’unità itinerante si rivolge alle persone più fragili, “in questi casi – sottolinea De Biase – non si tratta solo di visitare, ma di instaurare una relazione di fiducia, affinché la cura diventi continuativa. Talvolta bisogna gestire anche il rifiuto delle cure, la paura, la resistenza a qualsiasi trattamento terapeutico". In queste situazioni risulta fondamentale l’intervento di ulteriori figure professionali, come gli educatori e gli psicologi della CRI di Milano.
La cura come relazione
Il lavoro dei medici della Croce Rossa non si esaurisce in una benda o una pillola. Ogni incontro è un’occasione per riallacciare un contatto umano. I medici lavorano insieme ad assistenti sociali e psicologi per aiutare queste persone ad avere accesso alle cure e, quando possibile, a utilizzare il sistema sanitario nazionale, attraverso il reperimento del medico di base o l’accesso a visite specialistiche in ospedale.
La presa in carico può durare settimane o mesi, con visite e medicazioni periodiche direttamente al giaciglio. "In molti casi – racconta De Biase – la nostra presenza costante permette di instaurare fiducia. È il primo passo per ricondurre queste persone dentro un sistema di cura da cui si erano completamente allontanate".
Un presidio insostituibile
Le unità di strada della Croce Rossa di Milano rappresentano dunque un ponte tra l’assistenza umanitaria e la medicina territoriale, colmando un vuoto che il sistema sanitario non può coprire.
Attraverso la loro azione costante, le unità di strada mediche riescono a portare la salute dove non arriva: tra le persone più fragili, negli angoli nascosti della città. Un lavoro indispensabile che ogni notte restituisce dignità e diritto alla salute a chi, troppo spesso, ne è rimasto escluso.

La nostra mission è prevenire e alleviare la sofferenza umana, proteggere la vita e la salute e garantire il rispetto dell’essere umano.